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Come possiamo leggere le dinamiche all’interno delle organizzazioni, partendo dai principi della scienza della complessità?

Marinella De Simone (Presidente del Complexity Institute, coordinatrice della Complexity Management School, CEO di Texture società benefit, Formatrice e Consulente) ne ha parlato lo scorso 18 maggio in “Lineare e non lineare“, la quinta delle 10 lezioni sulla Complessità organizzate a Maggio 2019 dal Complexity Education Project al Museo MACRO di Roma, all’interno del Festival della Complessità.

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Dopo il successo e l’interesse del pubblico partecipante e sui social per i temi trattati nelle 10 lezioni sulla Complessità tenute al Museo Macro nel mese di Maggio 2019, abbiamo chiesto agli speaker dei suggerimenti per chi avesse voglia di approfondire di più.

Nasce così COMPLESSITÀ3, il follow up delle 10 lezioni sulla Complessità.

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Nel mese di Maggio 2019 il Macro Asilo ha ospitato le dieci lezioni (qui maggiori dettagli su programma, abstract e speaker di tutti gli incontri) organizzate dal Complexity Education Project, nella cornice del Festival della Complessità.

Le lezioni si sono svolte nell’arco di tre week end; temi principali sonos stati i concetti chiave legati alla parola “complessità”:  il pensiero sistemico e l’analisi delle reti sociali applicate all’arte e al design, all’urbanistica e alla data visualization, senza trascurare gli aspetti più innovativi che riguardano l’applicazione del paradigma cognitivo complesso al management e al machine learning, alle fake news e alla politica, ai problemi di conflitto fra trasparenza e diritto alla privacy, per finire con il rapporto tra tecnologia cultura.

Le dieci lezioni si sono svolte in cinque giornate differenti, a coppie: 12, 17, 18, 19 e 24 maggio.

Qui di seguito una galleria fotografica.

Nel mese di Maggio 2019, il Macro Asilo ha ospitato nelle sue sale la manifestazione ufficiale di apertura della decima edizione del Festival della Complessità, interamente dedicato al tema “Pensare a come pensiamo”: un ricco weekend di eventi che si è concluso domenica 12 maggio con il lancio della prima delle dieci lezioni organizzate dal Complexity Education Project.

Le lezioni si sono svolte nell’arco di tre week end, condividendo e confrontando con il pubblico i concetti chiave legati alla parola “complessità”:  il pensiero sistemico e l’analisi delle reti sociali applicate all’arte e al design, all’urbanistica e alla data visualization, senza trascurare gli aspetti più innovativi che riguardano l’applicazione del paradigma cognitivo complesso al management e al machine learning, alle fake news e alla politica, ai problemi di conflitto fra trasparenza e diritto alla privacy, per finire con il rapporto tra tecnologia e cultura.

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In questo video vengono descritte le caratteristiche dell’ “emergenza”, seguendo il comportamento delle molecole, delle formiche, dei sistemi viventi e di quelli sociali.

Che cosa sono i fenomeni emergenti?

Il glossario del Santa Fe Institute definisce l’emergenza come:

“Un processo attraverso il quale un sistema di subunità interagenti acquisisce proprietà qualitativamente nuove che non possono essere intese come la semplice aggiunta dei loro contributi individuali”

L’acqua ha caratteristiche diverse dalle molecole che la compongono. L’umidità, ad esempio è una caratteristica “emergente” dell’acqua: appartiene all’insieme, ma non ai singoli componenti. A partire dalle molecole fino alle società, abbiamo moltissimi esempi “complessi” in cui il tutto è più della somma delle sue parti.
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L’auto-organizzazione è un fenomeno che emerge spontaneamente (bottom-up), senza un progetto centralizzato, nei sistemi complessi costituiti da molti elementi collegati tra loro in modo non lineare e strutturati in reti di interazioni, in equilibrio dinamico. In Internet e nel Web l’auto-organizzazione si incontra:

A) nella struttura fisica: il Web si accresce auto-organizzandosi in forma di rete small-world con alto coefficiente di aggregazione e pochi gradi di separazione tra i nodi costituiti dai siti;

B) nella struttura sociale: la rete facilita la nascita e la crescita di comunità auto-organizzate;

C) nella diffusione memetica di idee e comportamenti: esempio, quella dei dissidenti politici auto-organizzati dal basso con l’aiuto dei social network contro le strutture gerarchiche top-down dei regimi contestati.

(V.E)