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“Big data” è il quarto libro segnalato per la “Biblioteca dei classici della complessità”, al Complexity Literacy Web-Meeting dell’autunno 2020, evento co-organizzato dal Complexity Education Project insieme al Complexity Institute.

Di big data si parla sempre di più: con enfasi, spesso con leggerezza e approssimazione, a volte con un’eccessiva esaltazione o con una strisciante angoscia. E di solito senza una effettiva condivisione del significato che si da a questo fortunato termine, quasi uno slogan, spesso coniugato insieme all’altra parola chiave: privacy.

 

Le domande

Le domande che ci poniamo, quindi, non riguardano solo il che cosa siano i big data, ma anche e soprattutto:si tratta di una realtà attuale o solo di un argomento di moda?ci sono casi concreti da conoscere per percepire realisticamente i confini effettivi delle opportunità e dei pericoli legati alla produzione, diffusione, raccolta e analisi delle tracce digitali che lasciamo in giro consapevolmente o meno?

E poi: davvero ci sono dei grandi fratelli – privati e/o pubblici – che si impossessano della nostra vita digitale?

E infine: l’idea di privacy che abbiamo ora lascerà il posto a una sospetta e ambigua post-privacy che non tutelerà più come ora la nostra vita privata più intima?

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In che modo le macchine, attraverso algoritmi, possono apprendere dall’esperienza e risolvere problemi non lineari supportando le decisioni umane?

G. Bruno Ronsivalle (professore di Tecnologie informatiche e multimediali all’Università di Verona, amministratore di WeMole, consulente scientifico dell’ABI e dell’Aeronautica Militare, esperto di “cervelli artificiali” basati su Reti Neurali) ne ha parlato lo scorso 19 maggio in “Reti complesse di neuroni e macchine che imparano“, la settima delle 10 lezioni sulla Complessità organizzate nel Maggio 2019 dal Complexity Education Project al Museo MACRO di Roma, all’interno del Festival della Complessità.

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Dopo il successo e l’interesse del pubblico partecipante e sui social per i temi trattati nelle 10 lezioni sulla Complessità tenute al Museo Macro nel mese di Maggio 2019, abbiamo chiesto agli speaker dei suggerimenti per chi avesse voglia di approfondire di più.

Nasce così COMPLESSITÀ3, il follow up delle 10 lezioni sulla Complessità.

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Nel mese di Maggio 2019 il Macro Asilo ha ospitato le dieci lezioni (qui maggiori dettagli su programma, abstract e speaker di tutti gli incontri) organizzate dal Complexity Education Project, nella cornice del Festival della Complessità.

Le lezioni si sono svolte nell’arco di tre week end; temi principali sonos stati i concetti chiave legati alla parola “complessità”:  il pensiero sistemico e l’analisi delle reti sociali applicate all’arte e al design, all’urbanistica e alla data visualization, senza trascurare gli aspetti più innovativi che riguardano l’applicazione del paradigma cognitivo complesso al management e al machine learning, alle fake news e alla politica, ai problemi di conflitto fra trasparenza e diritto alla privacy, per finire con il rapporto tra tecnologia cultura.

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Nel mese di Maggio 2019, il Macro Asilo ha ospitato nelle sue sale la manifestazione ufficiale di apertura della decima edizione del Festival della Complessità, interamente dedicato al tema “Pensare a come pensiamo”: un ricco weekend di eventi che si è concluso domenica 12 maggio con il lancio della prima delle dieci lezioni organizzate dal Complexity Education Project.

Le lezioni si sono svolte nell’arco di tre week end, condividendo e confrontando con il pubblico i concetti chiave legati alla parola “complessità”:  il pensiero sistemico e l’analisi delle reti sociali applicate all’arte e al design, all’urbanistica e alla data visualization, senza trascurare gli aspetti più innovativi che riguardano l’applicazione del paradigma cognitivo complesso al management e al machine learning, alle fake news e alla politica, ai problemi di conflitto fra trasparenza e diritto alla privacy, per finire con il rapporto tra tecnologia e cultura.

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Un sito tutto da esplorare, per capire quali sono le storie memorabili che sopravvivono nel tempo nella nostra memoria a medio termine.

The Lifespan of News Stories” è un nuovo progetto di visualizzazione dati sviluppato da Google Trends, coordinato da Alberto Cairo, uno dei massimi esperti mondiali del settore.

Sono state analizzate le ricerche più frequenti fatte su Google, negli Stati Uniti nel 2018, verificando l’evoluzione dell’interesse per quell’argomento nell’arco di 60 giorni. Esplorando le infografiche dinamiche e interattive è possibile scoprire come cambia l’attenzione per le notizie nel tempo, e che forma hanno i search trends, ovvero dove ci sono i picchi di attenzione (appena uscita la notizia, oppure se ci sono più picchi nel tempo).

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Le elezioni 2013 e le proiezioni basate su Twitter e Facebook. E’ online nel magazine www.agendadigitale.eu l’intervento di Valerio Eletti dedicato alle riflessioni sulla nuova frontiera dell’analisi semantica di grandi masse di dati provenienti dai social networks.

Presentazione e sintetica analisi delle azioni attivate dalla Repubblica, dalla Stampa e dal Corriere della Sera nelle settimane che hanno preceduto le elezioni politiche del febbraio 2013; per leggere l’articolo cliccare qui.

Si possono lasciare commenti sia in questo sito sia nel magazine dell’agenda digitale.