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da leggere e vedere

Come navigare e orientarti in un mare sfuggente, non definibile, di cui non conosci il confine e le dinamiche tra i suoi componenti?

 

Atlante della complessità. Leggere le parole per navigare il presente” di Enrico Cerni parte da una metafora: la complessità del mondo e dei sistemi in cui siamo immersi può essere navigata esplorando molteplici rotte. Un po’ come la vita, a cui l’autore fa più volte riferimento con leggerezza e profondità allo stesso tempo, non esiste un unico modo di affrontarla; non esiste un’unica strada, una soluzione lineare, un’unica risposta.

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Un libro complesso per parlare in modo adeguato di complessità.
Un libro da leggere con impegno in sequenza (il volume è ponderoso: più di 500 pagine), ma
soprattutto da tenere a portata di mano per consultarlo quando se ne senta la necessità, dato che
presenta “mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo” che si sta formando
intorno e dentro di noi.
Di che si tratta? Scorriamo insieme i capitoli dell’indice per farci una idea generale.

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Dialogare con i Large Language Models. Guida alla scrittura del prompt è un libro che affronta il complesso fenomeno della scrittura del prompt per dialogare con i LLM, offrendo una guida pratica per la loro formulazione soprattutto in ambito umanistico. L’autore è Paolo De Gasperis, da anni impegnato nella diffusione della cultura digitale nel mondo storico-artistico e museale.

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La salute può essere letta come un sistema adattativo complesso, dove persone, professionisti e contesti interagiscono in modo dinamico e spesso imprevedibile. La medicina moderna, pur sempre più efficace, fatica però a mantenere relazioni di cura significative e personalizzate.
L’intelligenza artificiale può rappresentare un’opportunità per affrontare questa complessità,   ma anche un rischio, se utilizzata come semplice sostituto dei professionisti.
Il gruppo di studio “Complessità, salute, relazioni di cura e AI” nasce per esplorare questo equilibrio: come la tecnologia possa diventare alleata evolutiva della relazione di cura, favorendo una medicina più consapevole, partecipata e umana.
Uno spazio di confronto aperto a chi desidera contribuire a questa riflessione collettiva.

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Una lettura di Antonella Sbrilli
Appena finito di leggere il libro di Valentina Tanni (Conversazioni con la macchina. Il dialogo dell’arte con le intelligenze artificiali, Tlon 2025), sono andata a cercare “conversazione” nel vocabolario Treccani, trovando un elenco di significati legati al dialogo e al discorso, di sfumature che toccano concetti come familiarità, pratica, dimestichezza; di richiami artistici (le sacre conversazioni e i conversation piece); di occorrenze letterarie, fra cui il rimando alla prima delle Operette morali di Giacomo Leopardi (Storia del genere umano). Ciò che risalta, all’inizio della voce Treccani, è la derivazione della parola dal latino conversatio: “il trovarsi insieme”, che implica una sfera di situazioni fondate sulla relazione. E proprio di tipologie di relazione, di forme di reciproca dimestichezza fra persone e macchine, fra agenti umani e intelligenze artificiali, tratta il libro di Valentina Tanni.

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Articolo di Antonella Sbrilli

Come le opere che realizza ed espone, anche l’attività dell’artista Carolina Lombardi sfugge a una cornice e a una didascalia: diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma; diplomata all’Istituto Centrale per il Restauro e attiva nel campo della conservazione di dipinti; autrice e interprete di testi poetici; esperta di ricamo e di merletto; lettrice giudiziosa di filosofia e di scienza; osservatrice della natura; impegnata per l’ambiente e l’assistenza umanitaria; artista visiva
Questo elenco ordinato di competenze e interessi, che rivela l’ampiezza e la consistenza della formazione dell’artista, ne isola però le componenti, mentre la caratteristica profonda dell’opera di Carolina Lombardi è l’interconnessione fra le parti e gli insiemi, sia nel processo di ricerca, sia nelle forme visibili in cui questo si rivela e concretizza.

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Articolo di Antonella Sbrilli

“Sconvolgiamo la classificazione delle scienze, collochiamo il dipartimento di fisica a fianco di quello di filosofia, la linguistica di fronte alla matematica, la chimica insieme con l’ecologia”, scriveva il filosofo francese Michel Serres una decina di anni fa, sottolineando la necessità di avvicinare, anche topograficamente, campi di studio ritenuti distinti, perché reagissero fra loro, rivelando connessioni, affinità, sviluppi possibili.

Raccogliendo idealmente e creativamente l’invito al reciproco intreccio dei saperi, le curatrici di arte contemporanea Veronica He e Pia Lauro – attive col nome collettivo di dionæa – insieme a sette artisti in risonanza con le riflessioni attuali sulle trasformazioni dei sistemi sociali, hanno organizzato una mostra dal titolo Complessità. sostantivo plurale.

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Articolo a cura di Massimo Conte*

(prompting + revisione di testi e immagini creati con Bing)

La complessità dei mondi possibili è un tema che coinvolge geopolitica, cultura, epistemologia, formazione ed educazione. In un mondo sempre più interconnesso e in rapida evoluzione, comprendere la complessità dei futuri possibili (intesi come intrecci di traiettorie evolutive di sistemi interconnessi) diventa sempre più cruciale.

In questo articolo esploreremo brevemente la complessità dei mondi possibili attraverso una lente multidisciplinare, analizzando come molteplici punti di vista dei campi di studio già citati possono permettere di comprendere e influenzare i futuri possibili. Inoltre discuteremo di come la formazione può aiutare le persone a comprendere meglio la complessità dei mondi possibili e ad adattarsi alle sfide del futuro.

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Come è possibile rappresentare i concetti della complessità?

Il Cecan – Centre for the Evaluation of Complexity Across the Nexus, in un progetto coordinato dalla professoressa Joanna Boehnert, ha realizzato il Manifesto “The Visual Representation of Complexity”, in cui sono sintetizzati 16 concetti del pensiero complesso, e per ognuno sono fornite una definizione, degli esempi e una rappresentazione grafica.

Il Complexity Education Project ne ha curato la traduzione in italiano (responsabile della traduzione e localizzazione: Massimo Conte).

 

 

 

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