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da leggere e vedere

Si potrebbe intitolare “La complessità spiegata a un amico” il libro pubblicato nell’estate del 2021 da Fulvio Forino (ideatore e direttore del Festival della complessità fin dal 2010), per i tipi dell’editore “Torri del vento” di Palermo.  

Il taglio che caratterizza il libro “Il volo della mosca. Pensare e agire in un mondo complesso” è infatti programmaticamente quello di una divulgazione amichevole che non dia niente per scontato e che si appoggi su esempi reali, concreti, di vita vissuta, per conoscere e osservare nella loro ampiezza e bellezza gli scenari e i fenomeni complessi, così come le azioni e i comportamenti che derivano da questo nostro vivere, agire e decidere in equilibrio dinamico tra l’ordine e il caos.  

 

Il sommario

Vediamo come lo presenta l’editore: “Questo libro è un discorso sul mondo complesso in cui viviamo e sulla concretezza e utilità della visione sistemica della realtà.

Per il suo linguaggio semplice e immediatamente comprensibile, è un libro che mancava tra i tanti che affrontano i temi della complessità che Fulvio Forino riesce a rendere percepibile nella vita di tutti i giorni, per poi affrontare problemi che richiedono di pensare e agire in modo nuovo, sistemico: i cambiamenti climatici, la globalizzazione, la scuola, l’università, la condizione giovanile, la scienza, la sanità, la tecnocrazia. […]

La visione sistemica della realtà non si insegna. Richiede un cambiamento di prospettiva.

Fulvio Forino lo sa e ha fatto la scelta di coinvolgere, anche emotivamente, il lettore in metafore, storie, narrazioni che lo porteranno a pensare a come pensiamo…”.

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Abbiamo chiesto al fisico teorico Alessandro Pluchino (autore de “la firma della complessità”) di accompagnare con un suo testo la notizia dell’assegnazione del premio Nobel per la fisica a Giorgio Parisi. Ecco l’articolo che ha scritto per il Complexity Education Project: 

 

Cosa hanno a che fare le eleganti coreografie di uno stormo di uccelli in volo con il comportamento dei quark nei nuclei degli atomi? E cosa hanno in comune le caratteristiche magnetiche di alcuni materiali vetrosi (detti “vetri di spin”) con l’alternarsi delle ere glaciali e con i mutamenti climatici su scala planetaria?

Sono in molti a chiederselo, in questi giorni, dal momento in cui hanno appreso che si tratta di alcuni degli ambiti di indagine esplorati con successo nell’arco di diversi decenni dal fisico teorico italiano Giorgio Parisi e che questi studi gli hanno permesso di guadagnarsi il premio Nobel per la Fisica 2021, insieme ai colleghi Syukuro Manabe (Stati Uniti) e Klaus Hasselmann (Germania).

Ma sveliamo subito il mistero. Il filo conduttore che accomuna fenomeni apparentemente così diversi tra loro, e situati a scale totalmente differenti come i nuclei atomici, i vetri di spin, gli stormi e le fluttuazioni climatiche, è l’ombrello matematico sotto il quale possono essere descritti e studiati: quello della fisica statistica e dei sistemi complessi. Ed è appunto in questo contesto che Giorgio Parisi, oggi professore emerito presso l’ateneo La Sapienza di Roma ed ex Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, ha prodotto risultati scientifici così importanti da convincere l’Accademia Reale delle Scienze Svedese ad assegnargli il Nobel “per la scoperta dell’interazione fra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria”. E forse avrebbero potuto precisare “sistemi fisici complessi”…

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Abbiamo chiesto a Maria Stella Bottai, storica dell’arte e studiosa della complessità, una lettura dell’ultimo libro di Edgar Morin, pubblicato in Francia a giugno 2021: ecco il testo.

Per i suoi 100 anni da poco compiuti Edgar Morin, pensatore, saggista, tra i massimi teorici della complessità, si regala e ci regala un libro: Leçons d’un siècle de vie, uscito in Francia per le edizioni Denoël e in arrivo in Italia per Mimesis. 
Come annuncia il titolo, l’autore ripercorre le tappe salienti della sua biografia sotto la lente della complessità e secondo il suo metodo. Ma, specifica nel preambolo, senza voler dare lezioni a nessuno, piuttosto trarre lezioni da un’esperienza secolare e condividerle con gli altri.
Leggo il testo durante un lungo viaggio in treno nel sud della Francia, e mi pare che il libro scorra anch’esso su un binario, con due temi portanti che vorrei portare qui all’attenzione (traducendo dal francese le citazioni): la complessità dell’identità e quella del destino.

 

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di Massimo Conte

Visual Complexity” è il quinto libro segnalato per la “Biblioteca dei classici della complessità”, al Complexity Literacy Web-Meeting dell’autunno 2020, evento co-organizzato dal Complexity Education Project insieme al Complexity Institute.

Di seguito il video della presentazione tenuta durante il Web Meeting, e a seguire l’articolo lungo di cui il video è una sintesi.


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Nexus è il terzo libro segnalato per la Biblioteca dei classici della complessità, al Complexity Literacy Web-Meeting dell’autunno 2020, evento co-organizzato dal Complexity Education Project insieme al Complexity Institute.

 

 

Possiamo capire dalla descrizione dei parametri strutturali di una rete se questa è adatta o meno a trasmettere contagi virali, a mettere in contatto nodi distanti o a resistere ad attacchi esterni mirati?

Le risposte le troviamo in questo libro di Mark Buchanan ormai classico: “Nexus” (sottotitolo: “Perché la natura, la società, l’economia, la comunicazione funzionano alla stesso modo”), pubblicato in Italia da Mondadori nel lontano 2003, in contemporanea con l’edizione originale in inglese.

Leggendo questo classico possiamo farci un’idea delle strutture e dei meccanismi che regolano il comportamento delle reti, e possiamo capire come e quanto tali strutture e meccanismi condizionino la solidità, la resilienza e l’efficienza di una rete, sia essa digitale o sociale, economica o biologica.

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di Massimo Conte

Misinformation. Guida alla società dell’informazione e della credulità” di Walter Quattrociocchi e Antonella Vicini è il secondo libro segnalato per la Biblioteca dei classici della complessità, al Complexity Literacy Web-Meeting dell’autunno 2020, evento co-organizzato dal Complexity Education Project insieme al Complexity Institute.

Di seguito il video della presentazione tenuta durante il Web Meeting, e a seguire l’articolo lungo di cui il video è una sintesi.


 

Le domande

Come ci comportiamo in rete? Quali sono le dinamiche delle notizie che viaggiano nel web e nei social? Ha senso parlare di “arginare le fake news”? Che effetto ha provare a “smontare le bufale” (debunking) nei confronti delle persone che invece credono a quella visione del mondo?

 

Perché abbiamo scelto questo libro

Le possibili risposte le troviamo nel libro di Walter Quattrociocchi e Antonella Vicini “Misinformation. Guida alla società dell’informazione e della credulità”; Editore Franco Angeli.

Sebbene sia stato pubblicato in tempi relativamente recenti (e non sospetti), cioè nel 2016, è diventato in poco tempo il riferimento a livello italiano e mondiale su come comprendere i fenomeni di flussi informativi in cui siamo immersi. Che possono poi avere ricadute importanti anche sulla politica e quindi sulla vita pubblica delle persone.

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di Valerio Eletti

Navigare o affogare nell’eccesso di informazione” è il titolo della mini-serie di incontri on line organizzati dal Complexity Education Project per il Festival della complessità 2021. Incontri che abbiamo chiamato “AperiCep”, per dare l’idea dell’atmosfera: un tavolo immaginario intorno a cui si incontrano amici per l’aperitivo; un ambiente leggero per affrontare insieme, confrontandoci, anche temi pesanti come quello delle minacce e delle opportunità che ci offrono gli ambienti digitali in cui siamo definitivamente immersi.

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