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Testi

“Big data” è il quarto libro segnalato per la “Biblioteca dei classici della complessità”, al Complexity Literacy Web-Meeting dell’autunno 2020, evento co-organizzato dal Complexity Education Project insieme al Complexity Institute.

Di big data si parla sempre di più: con enfasi, spesso con leggerezza e approssimazione, a volte con un’eccessiva esaltazione o con una strisciante angoscia. E di solito senza una effettiva condivisione del significato che si da a questo fortunato termine, quasi uno slogan, spesso coniugato insieme all’altra parola chiave: privacy.

 

Le domande

Le domande che ci poniamo, quindi, non riguardano solo il che cosa siano i big data, ma anche e soprattutto:si tratta di una realtà attuale o solo di un argomento di moda?ci sono casi concreti da conoscere per percepire realisticamente i confini effettivi delle opportunità e dei pericoli legati alla produzione, diffusione, raccolta e analisi delle tracce digitali che lasciamo in giro consapevolmente o meno?

E poi: davvero ci sono dei grandi fratelli – privati e/o pubblici – che si impossessano della nostra vita digitale?

E infine: l’idea di privacy che abbiamo ora lascerà il posto a una sospetta e ambigua post-privacy che non tutelerà più come ora la nostra vita privata più intima?

Per Saperne Di Più

Nexus è il terzo libro segnalato per la Biblioteca dei classici della complessità, al Complexity Literacy Web-Meeting dell’autunno 2020, evento co-organizzato dal Complexity Education Project insieme al Complexity Institute.

 

Possiamo capire dalla descrizione dei parametri strutturali di una rete se questa è adatta o meno a trasmettere contagi virali, a mettere in contatto nodi distanti o a resistere ad attacchi esterni mirati?

Le risposte le troviamo in questo libro di Mark Buchanan ormai classico: “Nexus” (sottotitolo: “Perché la natura, la società, l’economia, la comunicazione funzionano alla stesso modo”), pubblicato in Italia da Mondadori nel lontano 2003, in contemporanea con l’edizione originale in inglese.

Leggendo questo classico possiamo farci un’idea delle strutture e dei meccanismi che regolano il comportamento delle reti, e possiamo capire come e quanto tali strutture e meccanismi condizionino la solidità, la resilienza e l’efficienza di una rete, sia essa digitale o sociale, economica o biologica.

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Misinformation. Guida alla società dell’informazione e della credulità” di Walter Quattrociocchi e Antonella Vicini è il secondo libro segnalato per la Biblioteca dei classici della complessità, al Complexity Literacy Web-Meeting dell’autunno 2020, evento co-organizzato dal Complexity Education Project insieme al Complexity Institute.

 

Le domande

Come ci comportiamo in rete? Quali sono le dinamiche delle notizie che viaggiano nel web e nei social? Ha senso parlare di “arginare le fake news”? Che effetto ha provare a “smontare le bufale” (debunking) nei confronti delle persone che invece credono a quella visione del mondo?

 

Perché abbiamo scelto questo libro

Le possibili risposte le troviamo nel libro di Walter Quattrociocchi e Antonella Vicini “Misinformation. Guida alla società dell’informazione e della credulità”; Editore Franco Angeli.

Sebbene sia stato pubblicato in tempi relativamente recenti (e non sospetti), cioè nel 2016, è diventato in poco tempo il riferimento a livello italiano e mondiale su come comprendere i fenomeni di flussi informativi in cui siamo immersi. Che possono poi avere ricadute importanti anche sulla politica e quindi sulla vita pubblica delle persone.

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Risale al 2000 un volumetto agile e lucido in cui, per analizzare e spiegare la logica fuzzy, viene premessa una presentazione del concetto di complessità di grande efficacia nella sua chiarezza e sintesi.

Si tratta del primo capitolo del libro di Antonella Giulia Pizzaleo, “Fuzzy logic. Come insegneremo alle macchine a ragionare da uomini”, Castelvecchi Editore; capitolo intitolato proprio “Complessità: definizioni”.

Il punto di riferimento della studiosa è Edgar Morin (di cui in appendice viene pubblicata anche una intervista inedita dell’autrice), con i suoi tre principi per “pensare” la complessità: quello dialogico, “che ci permette di sintetizzare due termini al contempo antagonisti e complementari”; il principio della ricorsività dell’organizzazione, per il quale “gli effetti sono al contempo causa e produttori di ciò che li genera”; e infine il principio ologrammatico, che vede la complessità come un ologramma che “contiene in ogni suo punto la quasi totalità di informazione su se stessa”.

L’autrice, nata nel 1974 e scomparsa prematuramente a Roma nel gennaio 2019, è stata ricercatrice, docente e responsabile della Agenda Digitale e della Internet Governance per la Regione Lazio. Alla sua memoria è dedicato il Data Center regionale della Regione Lazio. 

di Piero Dominici

Una questione complessa, quella della complessità! Siamo ancora poco consapevoli della sua natura (appunto) complessa e ambivalente: una complessità che è cognitiva, soggettiva, sociale ed etica, ma anche linguistica e comunicativa. Poco consapevoli che la complessità è una caratteristica strutturale/connaturata ai gruppi umani, alle relazioni, al sistema sociale, al mondo biologico. Per ciò che riguarda il mondo degli oggetti, invece, dovremmo parlare di sistemi complicati e non complessi, dal momento che siamo in grado di scomporne e analizzarne le parti per comprenderne il comportamento e il funzionamento. Per Saperne Di Più

Dopo numerosi anni di ricerca e studio sui Sistemi Complessi, Pier Luigi Gentili, docente e ricercatore presso l’Università di Perugia, ha scritto un libro intitolato Untangling Complex Systems: A Grand Challenge for Science, pubblicato dalla CRC Press, Taylor & Francis Group, Boca Raton (FL, USA) nell’Agosto/Settembre 2018. Nel libro, l’autore traccia un cammino interdisciplinare di didattica e ricerca volto alla comprensione dei Sistemi Complessi.

I Sistemi Complessi sono sistemi naturali di cui la scienza non è in grado di fornire una descrizione esaustiva. Esempi di Sistemi Complessi sono gli esseri viventi sia unicellulari che pluricellulari, il cervello ed il sistema immunitario umano, gli ecosistemi, le società umane, la macro-economia, il clima e la geologia del nostro pianeta.

L’autore descrive il meraviglioso viaggio interdisciplinare che ha compiuto per comprendere le proprietà dei Sistemi Complessi. Egli ha intrapreso il suo viaggio munito dei principi fondamentali della Chimica Fisica: in particolare, la Seconda Legge della Termodinamica, che descrive l’evoluzione spontanea del nostro universo, e le nozioni della Dinamica Non-lineare. Trattando molte discipline, in particolare la chimica, la biologia, la fisica, l’economia e la filosofia, Gentili dimostra che i Sistemi Complessi sono Network che operano in condizioni fuori dall’equilibrio ed esibiscono proprietà emergenti, come i fenomeni di auto-organizzazione e i comportamenti caotici, sia nel tempo che nello spazio.

 

Attrattore di Lorenz Fonte: wikipedia

“Untangling Complex Systems: A Grand Challenge for Science” può esser utilizzato anche come libro di testo perché contiene esercizi risolti, liste di parole-chiave e di domande riassuntive in ogni capitolo, per una migliore comprensione dei differenti argomenti. Vengono proposti anche esperimenti di laboratorio chimico.

Infine l’autore spera che il suo libro sia utile per tutti coloro che svolgono la loro ricerca nell’ambito dei Sistemi Complessi perché esso traccia una strada per la formulazione di una nuova teoria che riguarda una loro più profonda comprensione.

Qual è lo stato dell’arte della Teoria dei sistemi complessi? Esiste una teoria che unisce i diversi filoni di ricerca?

Un nuovo manuale è stato pubblicato ad Ottobre 2018, “Introduction to the Theory of Complex Systems”, a cura di Stefan Thurner (external professor al Santa Fe Institute), Rudolf Hanel, e Peter Klimek, tutti del Complexity Science Hub Vienna.

Il libro sintetizza le ultime scoperte nel settore della complessità, con il filo rosso che lega i sistemi complessi: funzionano tutti come un algoritimi che co-evolvono.

Che si tratti di formicai, sistemi sociali o social network, tutti sono descritti dalle regole che governano le loro interazioni, piuttosto che dalle proprietà dei singoli componenti. Nel momento in cui gli individui (che compongono questi sistemi) interagiscono tra di loro, cambiano gli stati dei componenti, che a loro volta cambiano la natura e l’intensità delle interazioni tra loro. In altre parole, si tratta di algoritmi in cui interazioni e stati evolvono insieme, spiega Thurner.

Gli autori comparano l’attuale stato della scienza della complessità a quello della meccanica quantistica negli anni 20, prima dei meeting di Copenaghen e della pubblicazione dei principi di Heisenberg sulla teoria quantistica. All’epoca la meccanica quantistica era una raccolta di esperimenti e “pezzi di teoria”, senza un framework generale. Introduction to a Theory of Complex Systems fa per la complessità quello che Heisenberg fece per la meccanica quantistica: sintetizza singole ricerche in un quadro coerente, basato sulla teoria algoritimica che unisce osservazioni finora separate nel campo della scienza della complessità.

La teoria presentata dagli autori è un meccanismo universale e coerente, una visione algoritmica co-evolutiva dei sistemi complessi, che spiega molti dei pattern statistici osservati nei sistemi complessi in diversi ambiti. Usando la loro teoria sui processi complessi di non equilibrio, Thurner dice che alcune osservazioni su un sistema complesso indicheranno agli scienziati quale tipo di statistiche possono aspettarsi di osservare. Queste a loro volta consentono loro di calcolare le proprietà sistemiche dei sistemi.

Libro pubblicato da Oxford University Press.