“Isomorfismo del Potere. Per una teoria complessa del Potere”, di Alberto Felice De Toni e Eugenio Bastianon, è il quinto libro presentato al Complexity Literacy Web Meeting dell’autunno 2021, per la “Biblioteca dei nuovi classici della complessità”.

Articolo di Valerio Eletti 

Si tratta di un volume anomalo e pieno di fermenti: una sorta di sasso nello stagno lanciato dagli autori per condividere e promuovere l’avvio di una analisi più ampia e interdisciplinare (più complessa) dei fenomeni sociali legati alla nascita e alla gestione del potere nelle comunità di lavoro, di pensiero, di apprendimento.

Parole chiave: impalcatura robusta, verifica sul campo e work in progress.

 

Le domande

Ha senso parlare del potere e della sua gestione, come si è fatto finora, solo in discipline distinte e ben circoscritte come la giurisprudenza o le scienze politiche, il management o la sociologia?

E se si va a guardare nel concreto, analizzando casi reali, si osservano solo narrazioni specifiche, sempre diverse, oppure emergono dei pattern che rendono leggibili alcuni esiti dei fenomeni indipendentemente dall’ambiente in cui avvengono?

Se poi si dovesse intravvedere una trama comune – una sorta di isomorfismo – sotto la nascita e lo sviluppo del potere in modalità e ambienti diversi, sarebbe il caso di tentare di sviluppare una nuova teoria “complessa” del potere?

 

Il libro di riferimento

Queste sono le domande che si aggirano dovunque tra le pagine del libro di cui parliamo: “Isomorfismo del Potere. Per una teoria complessa del Potere”, di Alberto Felice De Toni e Eugenio Bastianon, con la prefazione e la postfazione scritte rispettivamente da Enzo Rullani e Ugo Morelli. Un libro uscito nel 2019 per i tipi di Marsilio Editore.

 

Perché questo libro?

A chi si troverà a sfogliare le pagine di questo libro, salterà subito agli occhi l’impalcatura rigorosa, estremamente razionale, delle analisi dei casi, raggruppati in categorie significative, e strutturati secondo linee di ricerca innovative e stimolanti.

Dichiarava De Toni in una presentazione al Literacy Meeting del 2019: “Applicando l’approccio sistemico alla ricerca, siamo approdati alla conclusione che una nuova e più ampia teoria del potere possa abbracciare tutti i sistemi sociali, non solo quelli oggetto di studio delle scienze politiche”.

E proseguiva affermando: “il fine di questo lavoro è contribuire alla fondazione di un primo nucleo di una teoria capace di abbracciare sistemi sociali “abitati” dal potere, grazie a un approccio sistemico che si avvale degli strumenti concettuali tipici della scienza dei sistemi complessi”.

La teoria dell’isomorfismo viene verificata in concreto, per iniziare, in quattro domini: quello del sapere, quello della politica, quello dell’economia e quello dell’organizzazione. Con una vision così descritta da De Toni: “Rimane un grande lavoro di ricerca ancora da svolgere e l’auspicio è che altri studiosi e ricercatori si cimentino in questa visione della creazione di una nuova teoria complessa del potere, inglobando anche altri settori delle scienze sociali rimasti per ora esclusi”.

 

Gli autori

Alberto Felice De Toni è Direttore Scientifico di CUOA Business School e Presidente del comitato ordinatore della Scuola Superiore della Difesa e della Sicurezza. Insegna Gestione dei Sistemi Complessi presso l’Università di Udine. È stato Magnifico Rettore, Presidente della Fondazione CRUI (la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e Presidente dell’Associazione Italiana di Ingegneria Gestionale.

Eugenio Bastianon (…) si è laureato in Filosofia presso l’Università di Venezia e ha conseguito il dottorato di ricerca in Ingegneria gestionale presso l’Università di Padova; è professore a contratto di Epistemologia della scienza e dell’ingegneria presso l’Università di Udine.

 

Il sommario

Leggiamo nella bandella della copertina come l’editore presenta il libro:

“Nel libro sono presentati i risultati di una ricerca volta a costruire un primo nucleo di una teoria complessa del potere – denominata isomorfismo del potere – capace di abbracciare, oltre alla politica, altri sistemi sociali quali il sapere, l’economia e le organizzazioni. L’approccio utilizzato è quello sistemico, dentro il quadro concettuale più ampio delle scienze della complessità (…)

Per lo sviluppo della ricerca si è deciso di indagare quattro processi fondamentali: la conquista del potere, la gestione del potere accentrato, la gestione del potere decentrato e la gestione del potere auto-organizzato. Per ciascuno dei quattro processi sono individuati gli isomorfismi trasversali ai quattro sistemi indagati: sapere, politica, economia e organizzazioni.

Sono descritti numerosi isomorfismi del potere, tra cui: i metodi di conquista del potere con strategie competitive fuori equilibrio, o il ruolo della mediazione nei sistemi a potere accentrato.”

La proposta di visione finale è forte, netta e quasi provocatoria, e suona così:

“A partire dalla consapevolezza che potere e complessità sono due facce della stessa medaglia, in analogia alla legge della varietà necessaria di Ashby, se ne propone un avanzamento denominato “legge del potere necessario”, nel senso che per affrontare sistemi a complessità crescente abbiamo bisogno di disporre di sistemi a potere crescente”.

Ed Enzo Rullani chiosa:

“La ricerca dell’isomorfismo del potere conduce gli autori di questo libro lungo sentieri dotati di una profondità per niente scontata, dovendo scrutare le forme emergenti che vanno oltre la loro apparenza immediata. D’altra parte, lavorando in profondità, essi arrivano in molti casi a esiti fuori norma e qualche volta sorprendenti”

 

L’indice dei contenuti

L’indice è molto vasto, articolato e dettagliato: la sua lettura da sola permette di farsi una prima idea della ricerca che supporta questo libro.

Vogliamo dare qui allora qualche consiglio per chi non ha tempo per leggere il libro pagina per pagina, ma vuole avvicinarsi a cerchi concentrici verso il nucleo della analisi e della teoria complessa del potere.

Si può partire leggendo l’Introduzione e le Conclusioni del testo di De Toni e Bastianon.

L’Introduzione è così articolata:

Per una teoria complessa del potere > Definizione di potere > Processi e ambiti indagati del potere > Risultati della ricerca > Articolazione e destinatari del libro.

Delle Conclusioni sottolineiamo alcuni passaggi:

L’isomorfismo del potere esiste: è il nucleo di una più ampia teoria complessa del potere > … > Perché ci siamo accorti dell’isomorfismo del potere solo adesso? > … > La legge del potere necessario come avanzamento della legge della varietà necessaria > Isomorfismo non fa rima con fisicalismo > Lo sviluppo futuro della ricerca.

Prima di entrare nel corpo del libro, si possono leggere il testo della Prefazione di Enzo Rullani e quello della Postfazione di Ugo Morelli.

La Prefazione si articola su diversi paragrafi, tra cui ricordiamo: “Tra potere e complessità: l’intreccio che ordina le varianti possibili lungo un percorso convergente a un fine”, “La riscoperta della trasversalità: un segno dei tempi”, “Alcuni precedenti storici che hanno messo in evidenza la natura trasversale del potere”.

La Postfazione è dedicata a “Reazioni asimmetriche e sentimento del potere” e a “Arene emozionali e intersoggettività nel sentimento del potere”.

Il corpo del libro è un esempio di cristallina categorizzazione razionale e di uso sistematico dello studio dei casi per far emergere pattern altrimenti invisibili.

Si tratta di quattro capitoli (più un capitolo di sintesi finale) dedicati rispettivamente a “La conquista del potere”, “Il potere accentrato”, “Il potere decentrato” e “Il potere auto-organizzato”.

Ciascuno di questi quattro capitoli si articola a sua volta in una presentazione dello scenario in esame e nella applicazione della teoria nei quattro ambienti prescelti, ovvero il potere nel sapere, nella politica, nell’economia e nelle organizzazioni; con un paragrafo finale che individua l’isomorfismo emergente in quel contesto.

 

Una (lunga) citazione

Proponiamo un passaggio delicato e particolarmente interessante, che potrebbe costituire il punto di partenza di confronti, discussioni e ricerche più ampie:

“La rivoluzione digitale in cui siamo immersi non riduce la complessità del reale, ma l’amplifica. Disporre di potere per ordinare la complessità è dunque un’esigenza primaria di qualunque società con soggetti dotati di fini e di sistemi. Se un soggetto (persona, gruppo sociale, comunità, impresa) vuole vivere e operare in un contesto ad alta complessità, ha bisogno di un potere ordinatore che gli permetta di selezionare le varianti utili al perseguimento del proprio fine, prevenendo o correggendo le varianti dannose.

Soggetti e sistemi che cercano di realizzare la propria finalità, usando il potere nelle sue forme isomorfiche, si trovano dappertutto, nel mondo sociale in cui abitiamo. Una teoria complessa del potere, che mette nella stessa cornice logica i tanti casi concreti di uso del potere per rendere governabile la complessità, fornisce una chiave trasversale per comprendere la sua generazione, il suo dispiegarsi e il suo “addomesticamento”, al servizio di un ordine dotato di alcune caratteristiche invarianti.

Il potere è in ultima analisi l’altra faccia della complessità, essendo la forza ordinatrice che cerca di renderla governabile nei diversi campi dell’agire umano (e anche nell’ambiente naturale).

L’aumento di potere diffuso e isomorfo è la risposta strutturale alla complessità, anch’essa diffusa e isomorfa in quanto caratterizzata da varietà, variabilità, interdipendenza e da una forte indeterminazione, sia nel senso di incertezza (non calcolabilità) sugli esiti di qualunque azione venga intrapresa, sia nel senso di libertà di movimento degli attori in gioco. Se la complessità aumenta, per poterla contrastare, in corrispondenza, anche il potere deve aumentare. E siccome la complessità è trasversale e isomorfa, così anche il potere è trasversale e isomorfo.” (pag. 221-222)