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L’unica regola è che non ci sono regole: Netflix e la cultura della reinvenzione” è un libro di Reed Hastings ed Erin Meyer, pubblicato da Garzanti nel 2020.

Articolo di Massimo Conte

 

Le domande

È possibile eliminare molti dei controlli classici di direzione, ritenuti necessari per gestire una grande organizzazione?

Quali sono i prerequisiti e quali i contrappesi da considerare, per evitare che un approccio manageriale improntato all’autorganizzazione e alla leadership situazionale si trasformi in un catalizzatore di rischi irreversibili?

Cosa significa guidare e agire in un’organizzazione con il contesto e non con il controllo?

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Caos quotidiano. Un nuovo mondo di possibilità” di David Weinberger è il quarto libro presentato al Complexity Literacy Web Meeting dell’autunno 2021, per la “Biblioteca dei nuovi classici della complessità”.

Articolo di Massimo Conte

 

Le domande

In che modo il nostro coinvolgimento con la tecnologia sta cambiando il modo in cui vediamo come accadono le cose?

Qual è stato finora (almeno per lungo tempo) il nostro sistema per capire come andavano le cose nel mondo, e perché?

In che modo i nostri strumenti influenzano la nostra esperienza e comprensione del mondo, e viceversa?

Cosa abbiamo sacrificato nel nostro tentativo di rendere il mondo comprensibile e controllabile?

 

Il libro di riferimento

Il libro di cui parliamo è “Caos quotidiano. Un nuovo mondo di possibilità” di David Weinberger, pubblicato da Codice Edizioni nel 2020.

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di Massimo Conte

Visual Complexity” è il quinto libro segnalato per la “Biblioteca dei classici della complessità”, al Complexity Literacy Web-Meeting dell’autunno 2020, evento co-organizzato dal Complexity Education Project insieme al Complexity Institute.

Di seguito il video della presentazione tenuta durante il Web Meeting, e a seguire l’articolo lungo di cui il video è una sintesi.


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Giorgia Lupi è una information designer italiana, autrice di Dear Data, un esperimento tra arte e visualizzazione dati nato per focalizzare l’attenzione sugli Small data, cioè i piccoli dati personali, oltre ai Big Data di cui solitamente sentiamo parlare. Per un anno ha tenuto una corrispondenza settimanale con la data designer Stefanie Posavec: ogni settimana ognuna delle due teneva traccia in modo analogico, disegnando su una cartolina, alcuni dati personali (ad esempio il numero di volte in cui si guardava l’orologio durante la giornata; oppure le lamentele). Da questa piccola meravigliosa galleria di datificazione di gesti quotidiani è poi nato il libro. Alcune sue opere sono state esposte al Moma di New York.

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Dedalo’97, CIES e Complexity Education Project hanno organizzato, tra Dicembre 2020 e Febbraio 2021, la serie di sei incontri Vivere e crescere nel mondo tutto insieme per conversare della complessità del “mondo tutto insieme” che la pandemia ha così chiaramente messo in evidenza.

Il 26 Gennaio 2021 (dalle 21 alle 22:30) Massimo Conte ha parlato di dati, complessità e società nel webinar  “Internet e il mondo tutto insieme“.

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Massimo Conte e Bruno Ronsivalle parlano di scienza delle previsioni, intelligenza artificiale, epidemie e futuro, prendendo spunto dal libro “L’algoritmo e l’oracolo. Come la scienza predice il futuro e ci aiuta a cambiarlo” di Alessandro Vespignani, in occasione del quarto incontro on line dell’edizione 2020 dei “Complexity Literacy Meeting” (i Complexity Literacy meeting sono organizzati a partire dal 2014 dal Complexity Institute; quest’anno, date le difficoltà dovute alla pandemia di Covid-19, gli incontri si svolgono on line: sono diventati “Web Meeting”).

Le informazioni sull’incontro di giovedì 29 Ottobre (dalle 21 alle 22:30) dedicato al libro di Vespignani si trovano qui

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Quali percorsi legano progettazione multimediale e complessità? Tra fine novembre e inizio dicembre si terranno a Pordenone 4 Seminari tematici sulla relazione fra la progettazione multimediale digitale e la complessità delle sfide che ci attendono.

Il ciclo di incontri è organizzato dal Biennio Magistrale in Comunicazione Multimediale e Tecnologie dell’Informazione dell’Università di Udine. Questo ciclo di seminari tematici si inquadra nell’offerta che l’Università di Udine, per tramite del Dipartimento di Scienze Matematiche Informatiche e Fisiche, fa agli studenti, orientata al Territorio attraverso la missione istituzionale del Terzo Settore.

Il ciclo di seminari è organizzato dal prof. Giuseppe Marinelli De Marco insieme al Complexity Education Project (gruppo di studio e ricerca sui sistemi complessi dell’Università di Perugia), in vista di collaborazioni / future collaborazioni.

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Nel mese di Maggio 2019, il Macro Asilo ha ospitato nelle sue sale la manifestazione ufficiale di apertura della decima edizione del Festival della Complessità, interamente dedicato al tema “Pensare a come pensiamo”: un ricco weekend di eventi che si è concluso domenica 12 maggio con il lancio della prima delle dieci lezioni organizzate dal Complexity Education Project.

Le lezioni si sono svolte nell’arco di tre week end, condividendo e confrontando con il pubblico i concetti chiave legati alla parola “complessità”:  il pensiero sistemico e l’analisi delle reti sociali applicate all’arte e al design, all’urbanistica e alla data visualization, senza trascurare gli aspetti più innovativi che riguardano l’applicazione del paradigma cognitivo complesso al management e al machine learning, alle fake news e alla politica, ai problemi di conflitto fra trasparenza e diritto alla privacy, per finire con il rapporto tra tecnologia e cultura.

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L’uso della parola rete non come oggetto (per es. rete da pesca), ma come metafora (per es. rete di comunicazioni), si diffonde solo di recente, nell’ultimo decennio del Novecento.

L’assonanza è dunque con i significati portati dall’inglese network (reticolo, a forma di rete) e web (ragnatela, intreccio, ordito), invece che con quelli portati dall’inglese net (rete da pesca, retino).

Nell’accezione di network o web si trova inoltre il significato di rete sia come strumento di organizzazione sia come architettura dei sistemi complessi adattativi.

Nel caso dell’ICT e in particolare del World Wide Web partiamo dal presupposto enunciato nel 1950 da Norbert Wiener, il padre della cibernetica, per cui esiste un’ampia rete di comunicazioni che connette persone a persone, persone a macchine, macchine a persone e macchine a macchine (F. Comunello, Reti nella rete, Milano 2006).

Componenti di una rete sono i nodi (vertice, node) e le connessioni tra nodi (link). Una rete può essere mono-, bi- o multi- dimensionale; la rete Internet che si stende fisicamente (seppure a macchia di leopardo) sulla superficie della Terra si può assimilare a una rete bidimensionale.

(V.E)

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