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Il sito Strategic Intelligence del World Economic Forum, è un ambizioso progetto nato dalla collaborazione tra numerosi atenei, università e centri di ricerca sparsi in tutto il mondo.

Il duplice obiettivo di questo sforzo congiunto è quello di studiare e catalogare i maggiori fenomeni geopolitici a livello globale (per fare qualche esempio: i cambiamenti climatici, lo sviluppo tecnologico, i consumi energetici, etc.), per poi cercare di “incastrarli” in una fittissima rete di mappe collegate tra loro. Questo consente di comprendere come questi eventi siano interconnessi e si influenzino reciprocamente in modi che, a prima vista, non sono sempre intuitivi.

 

Il forum è costituito in un sistema di mappe, che si agganciano a varie tematiche ed ogni argomento di riferimento può avere fino a 120 collegamenti. Il sistema, oltre a fornire a lato della tematica selezionata una dettagliata spiegazione su come questa sia collegata all’argomento chiave, rispecchia nella sua logica di funzionamento il mondo complesso che cerca di rappresentare: infatti,  se si clicca su una tematica/nodo di nostro interesse, questa diventa a sua volta un argomento chiave.

Inoltre, per cercare di fornire un’esperienza di ricerca il più completa possibile, collegate alle descrizioni delle tematiche sono presenti articoli ed interviste di ricercatori, accademici e giornalisti che approfondiscono gli argomenti affrontati.

 

Vediamo un esempio concreto, sull’argomento Migration.

Per accedere e utilizzare le mappe del sito, è necessario registrarsi e accedere tramite login.

Come si può vedere dall’immagine qui sopra, nella metà sinistra della videata si visualizza il tema prescelto, circondato dai nodi di primo livello, ovvero dai temi più strettamente connessi. Il nodo Migration è connesso con Securitization and Rethoric, Governance and Regulation, Talent patterns, Integrating Migrants, Conflict and Security Challenges e altro ancora.

Ognuno di questi nodi è a sua volta connesso con altri argomenti di secondo livello. Se scegliamo ad esempio il nodo Conflict and Security Challenges, i nodi ad esso collegato si accendono.

 

Nella metà destra della videata, per ogni argomento selezionato, si visualizza un elenco selezionato di risorse, suddivise in pubblicazioni, video e dati.

La mappa è completamente interattiva e dinamica: al clic su ogni nodo, si “accendono” i nodi collegati e questa si riconfigura. Se si sceglie un nodo di secondo livello, questo si sposta al centro, diventando il nuovo argomento chiave.

 

Qui di seguito una gif che mostra tutto il percorso che abbiamo appena raccontato.

 

Punti di forza: larga libertà di navigazione e progressione, che consente di capire con chiarezza come e perché le tematiche sono collegate tra loro e, attraverso gli articoli, i video e i dataset, quale impatto stanno avendo e avranno sul mondo.

 Punti da migliorare: con l’eccezione del video introduttivo alla pagina principale, non ci sono molte informazioni riguardo chi nello specifico è coinvolto nella creazione del sito e sui criteri di aggregazione e selezione dei contenuti.

 

In conclusione, possiamo dire che il sito sviluppato dal World Economic Forum è estremamente interessante: si tratta di uno strumento ricco e potente, perché rende esplicite le connessioni complesse di fenomeni a loro volta complessi. Dall’esplorazione di queste connessioni è possibile approfondire ulteriormente per creare significati e studiare le questioni aperte della geopolitica mondiale.

Clicca qui per iniziare le tue ricerche sul sito Strategic Intelligence.

Il sito Complexity Gems offre, a chi è interessato ad avvicinarsi al paradigma della complessità, una vasta panoramica di siti, video e testi utili per comprendere i concetti chiave come l’emergenza, la non linearità, le interazioni multiple.
Queste risorse, definite “perle” dai creatori del sito, sono tutte liberamente visitabili e consentono di approfondire in modo semplice e intuitivo i diversi temi legati allo studio dei sistemi complessi.

Per Saperne Di Più