Dialogare con i Large Language Models. Guida alla scrittura del prompt è un libro che affronta il complesso fenomeno della scrittura del prompt per dialogare con i LLM, offrendo una guida pratica per la loro formulazione soprattutto in ambito umanistico. L’autore è Paolo De Gasperis, da anni impegnato nella diffusione della cultura digitale nel mondo storico-artistico e museale.
Un antefatto.
Conversare, mettersi in relazione, dialogare: sono i verbi che accompagnano tante riflessioni attuali sui sistemi di Intelligenza artificiale e sul rapporto tra esseri umani e macchine. Sono verbi che rimandano a pratiche comunicative basate sul linguaggio, con le sue regole e i suoi codici, e mettono in risonanza la cultura umanistica – filosofia, letteratura, teatro – con la tradizione del dialogo scientifico tra interlocutori di diversa opinione e natura: si pensi, per un esempio basilare, ai testi di Douglas Hofstadter, in particolare a Gödel, Escher, Bach. Un’Eterna Ghirlanda Brillante (1979), in cui gli scambi dialogici tra personaggi come Achille, la tartaruga, il granchio e poi Babbage, Turing, l’autore stesso, “spacchettano” i grandi temi del libro – l’analisi della mente, delle strutture logiche, del concetto di ricorsività – e li mettono in gioco in una partita di domande, osservazioni, risposte via via più raffinate.
E non manca, verso la fine di quello storico volume, un dialogo sulla stessa Intelligenza artificiale: “Dieci domande con tentativi di risposta” su emozioni, coscienza, creatività, libero arbitrio.
Questa premessa per ricordare da dove arrivi e quanto continui a essere presente e proficua la reciproca interlocuzione anche nei domini del machine learning, delle reti neurali, delle IA generative, dove l’interlocutore è costituito da macchine, algoritmi, masse di dati e processi astratti.
Conversazioni e dialoghi con le Intelligenze artificiali.
In questo scorcio del 2025, dopo l’importante volume di Valentina Tanni, Conversazioni con la macchina. Il dialogo dell’arte con le intelligenze artificiali (Tlon 2025), in cui l’autrice propone diverse metafore relazionali che illustrano forme di rapporto tra agenti umani e IA nelle arti, un altro libro porta nel titolo l’azione del colloquio: Dialogare con i Large Language Models. Guida alla scrittura del prompt di Paolo De Gasperis (Edizioni Nuova Cultura, 2025).
Dopo il rilascio, nel 2022, di ChatGPT (Generative Pre-trained Transformer), un modello linguistico addestrato su enormi collezioni di testi che permettono al programma di prevedere, in una frase, la parola successiva, mantenendo la coerenza del testo, i Large Language Models si sono diffusi in modo sempre più massiccio e capillare. Si tratta di una crescita esponenziale che vede milioni di utenti, da tre anni a questa parte, dialogare in linguaggio naturale con questi sistemi per generare e manipolare testi e immagini, al punto che, come si legge nell’Introduzione del volume
“Per molti, ChatGPT ha rappresentato la finestra attraverso la quale osservare per la prima volta il comportamento, le caratteristiche e le possibilità dei Large Language Models e ha permesso di avvicinarsi in maniera esperienziale a un concetto complesso come quello delle Intelligenze artificiali generative”.
Di fronte a questo fenomeno di sperimentazione collettiva, Paolo De Gasperis – che insegna informatica, progetta programmi educativi digitali e indaga con un dottorato su reti neurali e arte contemporanea – ha inteso raccogliere e organizzare le sue esperienze nel campo per allestire una guida accessibile a un vasto pubblico. Una guida alla comprensione di base dei modelli linguistici di grandi dimensioni e all’approfondimento anche pratico dello strumento conversazionale con il quale si interagisce con essi, il prompt.
“Input testuale fornito dall’utente, che funge da punto di partenza per la generazione delle risposte da parte del sistema” (è la definizione riportata nel Glossario del libro, che consta di 105 voci), il prompt è il luogo di scambio fra richieste e risposte, l’interfaccia del meccanismo complesso e profondo che si mette in moto ogni volta che scriviamo il nostro messaggio in ChatGPT, chiedendo sintesi, analisi, comparazioni, variazioni, ricombinazioni.
“Anche se i prompt appaiono come semplici domande o affermazioni scritte in linguaggio naturale, creare un prompt che possa trasmettere efficacemente il compito e ottenere una risposta utile dal modello è una sfida che coinvolge le nostre capacità logiche e analitiche e ci obbliga a razionalizzare il nostro obiettivo scomponendolo in azioni più piccole e ben definite”
Per queste caratteristiche progettuali e analitiche, l’importanza dei prompt e di come formularli è anch’essa oggetto in questi anni di puntuali ricerche, che rispondono a nuove zone disciplinari, definite “prompt design” e “prompt engineering”. Nel libro di De Gasperis si parte dai quattro passaggi tipici della formulazione del prompt: progettazione, test, analisi e rifinitura, per addentrarsi in esempi via via più dettagliati, calibrati sui diversi modelli di Large Language Models e declinati nell’ambito delle discipline umanistiche, con un focus sulla storia dell’arte e l’analisi dei repertori di immagini.
Anche grazie alla struttura tipografica del volume, che distingue fra testo narrante, schede, esempi di interrogazione, inserti di codice, chi legge può scegliere il livello di approfondimento da esplorare: può andare subito agli esempi, adattandoli alle proprie necessità, può accedere alle piattaforme e ai programmi suggeriti, può leggere la storia dell’evoluzione dei chatbot, dei modelli linguistici, della stessa IA, che l’autore dissemina nei vari capitoli, muovendosi sempre fra conoscenze logico-tecnologiche e sperimentazioni verificate. Molto utile – fra i tanti suggerimenti – quello che riguarda il Meta Prompt (pag. 64), un tipo di interrogazione che permette di unire diversi approcci, chiedendo al sistema di identificarsi con una identità (es. “Agisci come un docente di Storia dell’arte”), di produrre risposte in un formato specifico (saggio breve, tabella, elenco) e di inserire anche dei vincoli per caratterizzare il tono e lo stile delle risposte.

Un concetto rilevante che emerge dal volume – ancora una volta legato alla sfera del dialogo – è quello della collaborazione fra esseri umani e macchine. Nato in ambito industriale, con i “cobot”, i robot che si caricano di compiti ripetitivi, il principio di collaborazione può essere avvicinato – per De Gasperis – alle procedure di scambio che avvengono con le interfacce dei Large Language Models. Con una differenza: nel prompt, lo scambio di interazioni basate sull’adattamento del nostro linguaggio al risultato prodotto dal programma non è vincolato a procedure rigide e standardizzate, ma prevede una progettualità in progress, fatta di variazioni e raffinamenti. In questa prospettiva, il corpo di strategie e tecniche presentate nel libro ha l’obiettivo di incidere in tutte quelle procedure ripetitive e banalizzanti, che possono diventare “uno scoglio che ostacola la creatività della ricerca”.
Alla fine, collaborare con i Large Language Models attraverso l’arte del dialogo affidata al prompt è anche e prima di tutto un invito a dialogare con sé stessi, analizzare i propri obiettivi, saperli descrivere, raffinarli logicamente e linguisticamente a seconda delle risposte ricevute, spostarsi, se necessario, su altri piani di dialogo, in un esercizio di reciproca conoscenza.
Antonella Sbrilli
Paolo De Gasperis, Dialogare con i Large Language Models. Guida alla scrittura del prompt, Edizioni Nuova Cultura, Roma 2025
Link per la copia cartacea
Pdf in lettura