Nel secondo web meeting della serie Complessità in azione: otto leve per cambiare il mondo, si è parlato di complessità in relazione alle dimensioni dell’umano, ospiti Stefano Zamagni e Marinella De Simone.

Qui il video della rubrica “Agopunture digitali” di Massimo Conte; di seguito l’articolo con i riferimenti citati, per chi vuole approfondire.

 

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Se le dimensioni dell’agire umano sono intrecciate (tema del secondo web meeting della serie “Complessità in azione: otto leve per cambiare il mondo”, all’interno del quale questa rubrica è andata “in onda”) possiamo trovare una chiave di lettura complessa anche nella relazione tra le persone? La teoria dei giochi forse può aiutarci a spiegare l’epidemia di diffidenza in corso.

Il/la designer canadese Nicky Case ha realizzato il game interattivo “L’evoluzione della fiducia”, tradotto in oltre trenta lingue, basato sul libro di Robert Axelrod del 1984, The Evolution of Cooperation.

La domanda sottostante al game è: qual è la strategia migliore per sopravvivere in un determinato contesto, la cooperazione o la competizione?

 Si tratta di una versione evoluta del Dilemma del prigioniero, in cui due sospettati possono decidere se tradire il partner (imbrogliare) o restare in silenzio (cioè cooperare).

Questo game è in realtà un Dilemma del prigioniero ripetuto, perché ci sono più turni di gioco, in cui il giocatore deve scegliere se cooperare o imbrogliare.

Nelle note del game sono spiegate meglio anche i riferimenti al campo interdisciplinare dell’evoluzione culturale, in cui si ipotizza che la cultura si evolve nello stesso modo della vita: per variazioni e selezione. Variazione: le varie persone hanno opinioni e comportamenti diversi e ne inventano di nuovi quasi tutti i giorni.

Selezione: le persone cercano di imitare i loro eroi e gli “anziani”, adottando le loro opinioni e comportamenti.

Come si gioca

Hai una sola scelta. Di fronte a te c’è una macchina: se metti una moneta nella macchina, l’altro giocatore riceve tre monete – e viceversa. Potete entrambi scegliere di COOPERARE (mettere una moneta) o IMBROGLIARE (non mettere la moneta).

Nel corso del gioco, vengono presentati diversi giocatori con cui interagire, ognuno con una strategia diversa: scimmia, imbroglione, cooperante, permaloso, detective.

Il gioco poi prosegue con tornei ripetuti, in cui viene messa alla prova la strategia più efficace.

Senza rivelare troppo dell’esito finale della simulazione, che vi consigliamo di provare in prima persona (tempo di gioco: almeno 20 minuti), l’insegnamento interessante di questo game è che nel breve il gioco definisce le strategie dei giocatori. Ma nel lungo periodo, quando la fiducia è messa alla prova ripetutamente, sono i giocatori a definire il gioco, perché siamo ognuno l’ambiente dell’altro.

 

Secondo input della rubrica: il livello di fiducia negli altri, in Italia, nel periodo 2013 – 2019 (fonte ISTAT, La soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita, 2019).

L’agopuntura digitale stavolta è qui: rispetto allo scoramento e alla diffidenza generale che spesso si percepisce nel sentire comune, secondo questa rilevazione (pubblicata a Febbraio 2020, ultima disponibile) la fiducia interpersonale degli italiani negli ultimi anni è cresciuta.

Come si può sperimentare nel game descritto, la fiducia può evolvere, ma serve coltivare le relazioni, in quanto siamo l’ambiente l’uno dell’altro.