Nel settimo appuntamento della serie “Complessità in azione. Otto leve per cambiare il mondo” i due ospiti Anna Grandori e Mauro Del Barba hanno dialogato a proposito delle società Benefit.

La società Benefit è una società che persegue lo scopo di lucro utilizzando il profitto come mezzo per creare un beneficio che si ripercuote anche su altre categorie di soggetti, come dipendenti, fornitori, ambiente, società, garantendo allo stesso tempo all’impresa una maggiore redditività.

Dal punto di vista del paradigma complesso, possiamo parlare di un attore all’interno di un ecosistema, che mette in atto strategie complementari alla propria sopravvivenza e benessere, con l’obiettivo di rimettere volontariamente in circolo nel sistema delle risorse per migliorare il sistema stesso.

Ad esempio, qui sotto vediamo un esempio (potenziale) di economia circolare interconnessa.

Si tratta di una simulazione di scenario che mostra come la provincia della Frisia potrebbe intrecciare flussi di rifiuti in un’economia circolare altamente efficiente, ad esempio inviando le patate coltivate localmente a impianti di trasformazione alimentare, dove i rifiuti di buccia di patate vengono raccolti e inviati ad altri impianti per essere somministrati ai vermi, che a loro volta servono come mangime per i pesci negli allevamenti di acquacoltura.

Grafica di Cassie Björck

Fonte immagine

 

Facciamo però un ulteriore passaggio. Le società Benefit puntano a investire profitti per generare benefici collettivi. Utilizzando la metafora dell’ecosistema, è come dire che un ente (animale/vegetale) rinuncia in parte a predare un altro ente (animale/vegetale) per mantenere il sistema in equilibrio.

Ogni ecosistema è perennemente in un equilibrio dinamico, in cui le possibili interazioni tra la rete di soggetti che lo compongono definiscono lo stato del sistema stesso.

Per approfondire questo aspetto dei sistemi complessi, possiamo esplorare i rapporti di una food web, una rete alimentare, attraverso questo simulatore sviluppato dal progetto Annenberg Learner, che offre corsi multimediali educativi. Questo in particolare fa parte del’Ecology Lab, all’interno del corso The Habitable Planet: A Systems Approach to Environmental Science.

 

Questo è il link per provare il simulatore in prima persona, che qui di seguito descriveremo in dettaglio.

Nella pagina abbiamo tre aree.

1) In alto a sinistra c’è il Food Web Controller, lo schema delle relazioni, dove si vede chi mangia chi. Ci sono quattro livelli nella rete alimentare: Piante (produttori), Erbivori, Onnivori e Predatori in cima alla catena alimentare. Ogni rettangolo è un pulsante che consente di vedere quali specie sono in relazione di predazione. Le relazioni possono essere attivate o disattivate: si possono cioè far partire simulazioni tra ecosistemi diversi.

Sempre in alto a sinistra c’è il pulsante “RUN”, che consente di far partire la simulazione, una volta stabilite i soggetti presenti nella rete e le loro relazioni.

2) In alto sulla destra vediamo invece l’animazione della rete ecologica. Le specie vegetali sono rappresentate da quadrati colorati che coprono il campo. I colori corrispondono ai colori dei pulsanti sulla rete alimentare o al grigio per il terreno nudo, se le popolazioni di piante sono basse. Gli animali vengono visualizzati sul campo con icone, corrispondenti alle loro icone sulla rete alimentare.

3) In basso nella pagina c’è il grafico della popolazione per specie. Questo grafico mostra l’avanzamento del simulatore nel tempo. L’asse y è la popolazione e l’asse x è il giorno. Sul grafico appare una linea per ogni specie attiva nella simulazione. Passando il mouse su un punto o su una linea si può vedere il valore della linea in quel punto.

L’aspetto interessante della simulazione è che consente di configurare diversi scenari, diverse food web con attori in relazione tra loro, e vedere come questi riescono a coesistere o meno.

 

Usciamo dalla metafora: in una food web, le linee che connettono le specie indicano flussi di energia, ovvero chi mangia chi. Se dovessimo rappresentare un sistema economico, le specie sarebbero gli enti di un sistema economico (ad esempio aziende e consumatori), e le linee che li connettono sarebbero flussi economici, che si spostano da un soggetto all’altro.

In tal caso, per non far andare un sistema definitivamente fuori equilibrio, un predatore potrebbe decidere, una volta acquisito abbastanza prede (profitti) per potersi mantenere e garantire un futuro, di non indebolire eccessivamente un altro soggetto (ente economico), per non far andare il sistema fuori dall’equilibrio.

Possiamo vedere le società benefit come esempio di questo tipo: un soggetto di un ecosistema che oltre a pensare alla propria sopravvivenza, con visione sistemica rimette in circolo nel sistema parte delle proprie energie (profitti) per migliorare il sistema stesso e garantirne evoluzione e progresso.